Pace fiscale: che cosa potrebbe succedere nel 2023

Il neonato Governo sta mettendo le mani su alcune manovre che potrebbero cambiare la vita dei contribuenti e far ritrovare la felicità a chi è alle prese con debiti e cartelle esattoriali. Infatti, secondo le ultime notizie, il Governo starebbe lavorando a oltre 12 sanatorie che andranno ad alleggerire la vita di si ritrova con difficoltà finanziare.

A Palazzo Chigi si è parlato un po’ di tutto, dalla rottamazione delle cartelle entro i mille euro, sconti per controversie relative al pagamento delle tasse, ma anche di criptovalute che devono essere inserite nelle dichiarazioni dei redditi.

Ecco cosa potrebbe approvare il Governo per il 2023 da un punto di vista fiscale.

Saldo e stralcio cartelle: rottamazione quater

Chi è alle prese con il pagamento di cartelle esattoriali, con molta probabilità, potrà vedere cancellati alcuni debiti. Infatti, il Governo ha inserito nella Legge di Bilancio 2023 il saldo e stralcio delle cartelle con importo uguale o inferiore a 1.000 euro, anche se già notificate ai contribuenti.

Coloro che, invece, hanno contratto debiti d’importo superiore ai 1.000 euro, saranno comunque tenuti a pagare la cartella, ma potranno ottenere alcuni agevolazioni.  Tuttavia, è bene sapere che le spese relative alle notifiche e ai vari procedimenti devono comunque essere corrisposte.

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Condoni e sconti per le criptovalute

Le criptovalute sono ormai entrate sempre di più a far parte dei guadagni e delle dichiarazioni dei redditi. Infatti, devono essere indicate dei Redditi Diversi e prevedono una tassazione pari al 26%. Tuttavia, quello che mancava fin’ora era un regime fiscale specifico per le valute alternative.

Il nuovo Governo ha così stabilito che le criptovalute possono essere non tassate se non superano la cifra di 2 mila euro all’anno. Chi, fino al 31 dicembre 2021 non ha inserito i guadagni in criptovalute nella propria dichiarazione dei redditi, potrà presentare una domanda per ottenere una sanatoria.

Sconti per procedimenti tributari pendenti

La nuova manovra fiscale ha previsto anche alcune agevolazioni per chi è alle prese con controversie relative ai tributi, indipendente dal grado di giudizio. Il Governo ha stabilito che in primo grado, si può ottenere la pace se vengono corrisposte il 90% delle imposte, percentuale che scende al 40% in caso di secondo grado con giudizio a favore del contribuente.  Invece, se questo ha sempre avuto la meglio nei confronti della Cassazione, allora sarà tenuto al pagamento del 15% delle tasse in secondo grado e solo del 5% se ha avuto ragione direttamente in primo grado.

Rinuncia agevolata per controversie pendenti con il Fisco

Molto interessante è anche la possibilità offerta dalla rinuncia agevolata. Se si è alle prese con pendenze nei confronti dell’Agenzie delle Entrate, basta richiedere la rinuncia entro il 30 giugno 2023: in questo modo, si dovrà sostenere comunque il pagamento di alcune spese come eventuali interessi e costi accessori, ma verrà ridotto l’importo della sanzione.